Investimenti: WHAT?

Dopo aver affrontato la prima “W”, passiamo alla seconda: What, ossia vediamo in cosa si può investire.

Qui sotto riporterò i principali strumenti di investimento finanziario, o per lo meno quelli che conosco io e che, sicuramente, non conosco tutti. Tuttavia, come sai, “gioca semplice” è la mia filosofia e quindi non solo quelli che indicherò sotto sono per me sufficienti, ma tra questi ne utilizzo solo uno… simple as always 😉.

Azioni
Probabilmente sono l’investimento che ci è più familiare: quando acquistiamo un’azione di una società possediamo una quota della società stessa, più azioni compriamo più alta sarà tale quota. Possiamo acquistare azioni singole, per esempio 10 azioni Apple, e comprare azioni significa diventare soci dell’azienda in quanto proprietari di quote aziendali. Per questo motivo non riceveremo degli interessi (come invece accade per le obbligazioni), ma potremmo ricevere un dividendo, ossia una somma stabilita per ogni azione in nostro possesso.
Essere azionisti vuol dire legare l’andamento del proprio investimento all’andamento dell’azienda che abbiamo scelto, più l’azienda sarà in salute e più andrà bene, più alto sarà il valore delle sue azioni e di riflesso il nostro investimento.
Comprare azioni di una società può farci guadagnare davvero molto, ma potrebbe anche farci perdere tutto nel caso quella società fallisca.

Obbligazioni (Corporate, Titoli di Stato)
Quando una società o uno Stato ha bisogno di soldi, può vendere delle obbligazioni invece di chiedere un prestito alla banca.
Acquistare un’obbligazione significa prestare del denaro all’ente (società o Stato) che l’ha emessa.
Per ottenere denaro in prestito l’ente in questione offre ai risparmiatori un premio, il tasso di interesse, che può essere corrisposto in soluzione unica alla scadenza dell’obbligazione, oppure periodicamente tramite una cedola fissa.
Possiamo dunque scegliere le obbligazioni in base al tasso di interesse che ci offrono e alla loro durata e quindi sapere in anticipo quanto e quando ci renderanno in termine di profitto.
Con le obbligazioni possiamo, almeno in parte, non preoccuparci dello stato di salute dell’ente che ha emesso l’obbligazione: alla scadenza, a meno che non sia fallito, l’ente dovrà infatti restituirci il capitale prestato. Le obbligazioni sono quindi tendenzialmente più sicure, perché emesse da società solide o da Stati, e proprio per questo hanno un andamento più stabile rispetto alle azioni, riducono il rischio del nostro portafoglio, ma al tempo stesso hanno un rendimento più basso rispetto a quanto ci si può aspettare da un’azione di una buona società.

Fondi comuni
I fondi non sono altro che una collezione di azioni e/o obbligazioni curata da un gestore e che segue un indice di riferimento chiamato anche benchmark. Un indice è fondamentalmente una lista di strumenti finanziari che servono per rappresentare un qualcosa, come ad esempio un settore, una regione o un mercato.
Questo ci permette di scegliere un tipo di fondo che al suo interno contenga azioni e/o obbligazioni di nostro interesse senza dover acquistarle singolarmente. Ad esempio esistono fondi con focus sul mercato americano, o sui mercati emergenti, o sulle aziende tecnologiche e via dicendo. I fondi forniscono quindi per definizione una diversificazione, in quanto contengono al loro interno diverse azioni e/o obbligazioni. Sempre per questo motivo forniscono anche una riduzione del rischio: per esempio se anche una società presente all’interno del fondo dovesse fallire e le loro azioni valere zero, il fondo comunque avrebbe un valore grazie a tutte le altre azioni presenti.
Infine un aspetto molto importante: i fondi sono a gestione attiva, ossia c’è un gestore che amministra il fondo e che acquista e vende continuamente prodotti specifici per quel fondo, con l’intenzione di fare meglio del proprio benchmark. Vedremo successivamente perché questo aspetto è così importante.

ETF e Fondi indicizzati
Gli ETF e i fondi indicizzati sono molto simili ai fondi comuni nel senso che anche in questo caso sono una collezione di azioni o obbligazioni che riflettono l’andamento e il valore di un indice. Parlerò di ETF, ma quello che dico vale appunto anche per i fondi indicizzati.
Come per i fondi comuni anche per gli ETF esistono diverse categorie, la caratteristica principale degli ETF, che poi è anche la principale differenza rispetto ai fondi comuni, è che sono strutturati in modo da replicare il più fedelmente possibile l’indice a cui fanno riferimento, senza provare a fare meglio. Se l’indice che viene replicato andrà bene, l’ETF farà altrettanto, se invece l’indice subirà delle perdite anche l’ETF lo farà, senza provare a “sistemare le cose”.
Gli ETF sono quindi a gestione passiva e vedremo come questa caratteristica li rende particolarmente interessanti come strumenti d’investimento.

Immobiliare
In questa categoria rientrano gli investimenti legati al mondo immobiliare, sia residenziale che commerciale.
Per esempio possiamo acquistare un immobile per poi provare a rivenderlo a un prezzo più alto, magari dopo aver apportato dei miglioramenti. Oppure possiamo acquistarlo per poi affittarlo e quindi avere un’entrata mensile.

Materie Prime
Qui l’esempio più classico è l’oro, possiamo acquistarlo e sperare di guadagnarci da una sua rivalutazione. Lo stesso discorso vale per altre materie prime

Mix
Qui nomino alcuni tipi di investimenti quali CDF, Future, Forex, Opzioni, Certificates, Criptovalute, P2P Lending. Li nomino soltanto, senza entrare nel dettaglio perché non li conosco minimamente e sinceramente, per il tipo di investimento a cui sono interessato, continuerò lasciarli da parte ancora per un bel po’.

Come anticipato a inizio articolo infatti, tra tutti questi tipi di prodotti, ne utilizzo solo uno: gli ETF.
Spiegherò più avanti e un po’ più nel dettaglio cosa sono e perché li ho scelti, ma in poche parole il motivo è che hanno costi bassi, sono ottimi nel lungo periodo e permettono di diversificare facilmente il mio portafoglio.

Il mio WHAT dunque è: ETF quotati sulla Borsa italiana.