Investimenti: WHO?

Dopo averti, spero, convinto che investire è fondamentale per la nostra finanza personale, ho pensato di iniziare una “mini serie” di articoli in cui proverò a indagare le classiche cinque “W”, ossia Who, What, Where, When, Why, legandole proprio al discorso investimenti.

Parto quindi con la prima: WHO ossia chi investe?

Beh la risposta è facile: io, probabilmente tu che leggi, quindi cosa altro c’è da dire? In realtà capire chi investe è molto importante perché da questo e dalla definizione dei suoi obiettivi, dipende poi la strategia d’investimento ossia la costruzione del portafoglio. Senza definire il chi investe e quali siano i suoi obiettivi non ha senso iniziare a investire.

I due aspetti principali da indagare riguardo al chi investe sono l’età e la propensione al rischio. L’età è intesa come quanti anni abbiamo a disposizione per investire, mentre la propensione al rischio è quanto siamo disposti a vedere diminuire i nostri investimenti.
La premessa è che il rischio e il rendimento sono spesso legati tra loro e a queste due componenti si aggiunge poi la componente tempo. Generalmente un investimento più è rischioso, ossia più alta è la possibilità di perdere dei soldi, più alta sarà anche la possibilità di guadagnare. Viceversa un investimento meno rischioso, quindi con una bassa probabilità di perdere soldi, avrà anche meno possibilità di farci guadagnare. Nel primo caso rientrano ad esempio le azioni, mentre nel secondo le obbligazioni.

Faccio un esempio. Le azioni Tesla nell’ultimo anno hanno guadagnato circa il 750%: se avessimo investito 1.000€ a metà agosto 2019 e non avessimo fatto più nulla, dopo solo un anno, ci saremmo ritrovati con 8.500€, se invece avessimo investito 100.000€, beh ci saremmo ritrovati con 850.000€…😱 un passo dalla FI!! 🥳 E nemmeno voglio dirti che se avessimo investito, sempre in Tesla, questi 100.000€ a luglio 2010, adesso (agosto 2020) avremmo circa 10.000.000€… e no, it’s not a typo 😉. Tutto molto bello dunque? Beh non proprio. Le azioni Nokia da gennaio 2008 a gennaio 2013 hanno perso circa il 90%, ciò significa che se avessimo investito 1.000€ nel gennaio 2008 e non avessimo fatto più nulla, dopo 6 anni ci saremmo ritrovati con 100€, se invece avessimo investito 100.000€, ci saremmo ritrovati con solo 10.000€…😱 un bel disastro ☠️.
Ovviamente i due esempi sono stati scelti volutamente così, diversi anni e diversi periodi di tempo, ma l’ho fatto solo per rendere l’idea: un investimento rischioso può farci guadagnare molto oppure perdere molto.

Ora però torno al discorso generale e parlo della componente tempo. Questa è essenziale per definire il nostro tipo di investimento, in quanto più tempo abbiamo a disposizione, più sarà probabile che guadagneremo dai nostri investimenti. Infatti anche se dovessimo scegliere un investimento rischioso e subire delle perdite, il tempo ed eventuali accorgimenti, ci permetteranno non solo di recuperare quanto perso, ma anche di guadagnare. Se invece il tempo a disposizione è relativamente poco, allora forse scegliere investimenti rischiosi potrebbe non essere la scelta migliore. Ovviamente il tempo ci può aiutare nel recuperare le perdite, ma potrebbe non bastare: ad oggi (agosto 2020) le azioni Nokia sono ancora sotto di circa l’80% rispetto a gennaio 2008…

Faccio quindi un esempio estremamente semplice. Se hai tra i 20 e i 30 anni, significa che hai almeno 35 se non 40 anni a disposizione per investire e quindi potrai permetterti di rischiare di più perché il tempo è a tuo favore. Se invece sei più vicino ai 60 allora rischiare troppo potrebbe diventare un problema perché potresti non avere a disposizione il tempo necessario per recuperare tutte le perdite, soprattutto se hai bisogno di soldi.
E se sei a metà? Ossia tra i 40 e i 50? Beh io, proprio mentre sto scrivendo queste parole, ho 43 anni, quindi sono un esempio perfetto di questa categoria e pertanto se continuerai a leggere i miei prossimi articoli scoprirai come ho costruito il mio portafoglio tenendo in considerazione proprio il fattore tempo, così da farti un’idea.

In tutti i casi però conterà anche la propensione al rischio, ossia quanto sei disposto ad accettare le perdite, perché queste prima o poi arriveranno e potrebbero anche essere consistenti. Se vedrai il tuo portafoglio scendere del 20, del 30 o anche del 50%, come ti comporterai? Riuscirai a gestire emotivamente la cosa? O ti farai prendere dal panico e venderai tutto? Per poi ricomprare e provare a recuperare le perdite? Ti anticipo che queste ultime due opzioni sono da evitare e vedremo più avanti perché.
A questo si legano quindi anche gli obiettivi, qual’è il tuo obiettivo? Guadagnare nel breve periodo? Oppure nel lungo periodo? Sperare in un guadagno veloce e usare subito il profitto o far crescere il capitale e magari avere un’aggiunta alla tua pensione o addirittura smettere di lavorare prima di andare in pensione? Rischiare e quindi sperare in un guadagno maggiore, o preferisci preservare il capitale accettando minori guadagni? Sono domande fondamentali perché solo dopo aver dato una risposta a queste, potrai decidere su cosa investire e impostare il tuo portafoglio.

Il mio WHO dunque è: età 43 anni, propensione al rischio alta con obiettivo a lungo termine (20-25 anni).